Sociable

QUESTO BLOG RIMARRA' ATTIVO ANCORA PER QUALCHE GIORNO, POI VERRA' CANCELLATO.
Per chi vorrà ancora seguirmi, mi troverete su www.davidemapelli.it

04 luglio 2011

Lascio Idv per costruire una vera sinistra

N.B. QUESTO BLOG RIMARRA' ATTIVO ANCORA PER QUALCHE GIORNO, POI VERRA' CANCELLATO.

Per chi vorrà ancora seguirmi, mi troverete su www.davidemapelli.it



Con questa lettera si compie il percorso di uscita che iniziai con la lettera di dimissioni dagli incarichi di partito. A suo tempo dissi che dovevo capire se questa fosse ancora la mia casa politica e, dopo una seria riflessione, la risposta è stata negativa. Le ragioni vanno individuate non solo nella sfiducia nella dirigenza del partito, ma anche in un cambio di rotta che non condivido e che non mi rappresenta.

Qualche mese fa mi candidai come coordinatore del dipartimento giovani IdV della Provincia di Milano. Intitolai la mia mozione “La voglia di cambiare, il dovere di agire”. Un titolo che venne poi condiviso con le mozioni di altre provincie, fino a divenire il titolo della mozione che portammo al coordinamento regionale.

La condivisione di questo titolo racchiudeva il pensiero di molti ragazzi che condividevano un progetto di cambiamento. La voglia di cambiare rappresentava sia il desiderio di cambiamento della classe politica che ci governa, sia il desiderio di dare una svolta ad un partito in cerca della sua identità. Eravamo anche consci del fatto che la voglia di cambiare non significa nulla se poi non si agisce in questa direzione. Per questo intedavamo portare il cambiamento attraverso una azione che ritenevamo doverosa.

Abbiamo lottato, abbiamo cercato di agire nel nostro piccolo intervenendo concretamente nelle istituzioni e nel partito. Abbiamo lottato avendo ben presente il faro delle idee di sinistra, ma qualcuno all’interno di IdV ha deciso di svoltare repentinamente verso il centro. La corrente democristiana dorotea ha vinto la battaglia interna per l’individuazione dell’identità del partito, sicuramente anche per nostra ingenuità e poca esperienza. Ma forse non solo per questo. Noi non abbiamo mai accettato le logiche del un colpo al cerchio e uno alla botte. Noi non abbiamo mai tollerato il doppiopesismo. Noi non abbiamo mai barattato la nostra onestà intellettuale. Purtroppo il partito, in modo unilaterale, ha deciso di spostare la propria azione politica in direzione di un moderatismo che trova la sua ragione più in una convenienza elettorale, che in una concreta idea politica.

Io però un’idea politica ce l’ho e ho anche degli obiettivi. Mi ero prefisso di costruire in IdV, un partito in cerca della sua identità, una svolta verso sinistra e coerente con le idee professate da sempre. La svolta purtroppo ha preso altre direzioni e allora io non ci sto più.

Non ci sto più a lottare contro la dirigenza vecchia e gerontocratica del mio partito, quando vorrei spendere le mie energie in altro. Non ci sto più a lottare in un partito che mortifica i giovani di sani principi morali e che non riconosce il valore della meritocrazia; meritocrazia che queso partito confonde con fideismo, ma la meritocrazia è altro, la meritocrazia sta nella idee professate e nell’attuazione coerente di queste fuori e dentro la propria casa politica.

Ho capito che in questo partito non ho la possibilità morale e materiale per portare avanti un vero ideale di sinistra. Lo dico con dispiacere, perchè devo riconoscere che in IdV ho imparato quel poco che so di politica, ho incontrato tanti amici e ho imparato molto anche dai “nemici”. IdV mi ha dato molto, ma negli ultimi mesi mi ha tolto altrettanto.

Per un dovere di coerenza e, come direbbe Giulio Cavalli, di igientià mentale, ho la necessità di socchiudere la porta di IdV, per lavorare in un grosso cantiere di sinistra che sia potabile, per dirla alla Vendola.

Del resto sono d’accordo con chi sostiene che è facile rimanere uniti quando si fa opposizione, ma le vere diversità ideologiche appaiono quando si deve diventare una forza di proposta.

Non me ne andrò sbattendo la porta, perchè so che in IdV ci sono tanti compagni che politicamente hanno le mie stesse idee, ma che ancora hanno come obiettivo quello di riportare IdV in una sana e vera sinistra. Ed è qui che con questi amici le strade divergono, ma non divengono parallele, perchè si incontrano nelle tante battaglie condivise.

Sogno una sinistra (e non centro sinistra. Non mi piace il vino annacquato) giovane, moderna, riformista e corente. Voglio far parte del cantiere di questa sinistra e non voglio chiudere la strada a chi oggi fa delle scelte diverse in termini di casa politica, ma non di ideali.

Voglio una sinistra che sia in grado di risollevare questo Paese e non voglio essere costretto a farlo con i forconi, ma con la forze delle idee limpide e dell’onestà coerente.

E’ una strada che oggi non posso percorrere dentro IdV, ma che voglio percorrere anche con chi oggi decide di rimanere in IdV.

Un affettuoso saluto a tutti i compagni di viaggio.

Davide Mapelli


10 maggio 2011

Presidio contro la mafia lombarda (Tribunale di Milano)

Link dell'evento

L'11 maggio avrà inizio il processo alla 'ndrangheta lombarda, un processo nato dall’operazione “Infinito” che nello scorso Luglio ha portato all’arresto in Lombardia di 174 persone. Il troncone lombardo dell’inchiesta “Il Crimine”, condotta dai magistrati di Reggio Calabria, ha messo a nudo molti presunti boss di stanza sul nostro territorio in contatto con imprenditori più o meno compiacenti e con esponenti del mondo istituz...ionale. Stiamo parlando di personaggi del calibro di Pino Neri, avvocato tributarista, massone e ritenuto capo della ‘ndrangheta pavese e Pasquale Zappia, eletto nell’ottobre 2009 durante un summit mafioso al circolo Arci di Paterno Dugnano “Falcone e Borsellino”,presunti boss della ‘Ndrangheta in territorio lombardo. Fra i nomi che compaiono sulle carte dell’inchiesta compare anche quello di Carlo Antonio Chiriaco, ex direttore sanitario dell’Asl di Pavia e ras della sanità pubblica.
L'operazione “Infinito” ha mostrato una preoccupante, ma nota da tempo, infiltrazione nel tessuto economico, sociale e politico della Lombardia. Per anni la 'ndrangheta ha goduto nella nostra regione della cecità, dell'omertà e dell'indifferenza e per certi versi di un'eccessiva attenzione distorta di politici, finanzieri ed imprenditori.
La PM titolare dell’indagine, Ilda Bocassini, durante la conferenza stampa seguita al blitz che ha portato agli arresti si è espressa in maniera molto chiara circa la capacità dei Lombardi di reagire all’oppressione mafiosa: «Il problema a Milano, però» spiega «è che le vittime di estorsione e usura continuano a non denunciare nonostante il fenomeno estorsivo e usuraio continui».
E’ arrivato il momento di ribellarci al tentativo di oppressione di un potere mafioso che sta tentando di allargare i propri tentacoli sul nostro territorio!
Non possiamo più accettare che la Lombardia diventi terra di conquista per i boss della ‘ndrangheta, ma soprattutto che questi ultimi facciano il bello e cattivo tempo senza avere una minima opposizione…
Per questo motivo i Giovani IDV della Lombardia saranno presenti Mercoledì mattina di fronte al Palazzo di Giustizia di Milano per un presidio pacifico che funga contemporaneamente da sostegno a quei Magistrati ed a quei componenti delle Forze dell’Ordine che da anni si battono per difendere la nostra terra dall’avanzata mafiosa e da monito verso gli imputati che dovranno constatare che finalmente le cose iniziano a cambiare, e che il Lombardia ci sono persone che non sono più disposte ad accettare in silenzio la sottomissione cui la criminalità organizzata vorrebbe costringerle.
Ci auguriamo di non essere soli, ma di ritrovarci di fronte al Tribunale insieme a tutte le altre realtà, politiche e non, sensibili a questi temi. Speriamo di instaurare una collaborazione che ci permetta di costruire una rete di associazioni, partiti, movimenti e cittadini consapevoli e informati. Una rete che non dia più l'alibi del "ma io non sapevo", "ma da solo cosa posso fare".

Luciano Messenio
Coordinatore Regionale Giovani IDV-Lombardia

Arthur Cristiano
Responsabile Comunicazione Giovani IDV-Lombardia

Davide Mapelli
Responsabile Workgroup “Antimafia” Giovani IDV-Lombardia

15 aprile 2011

L'Europa si spacca sull'Africa

Da tempo non scrivevo su questo blog, mi scuso per il tempo trascorso, ma il tempo è poco e gli impegni sono molti.
Dopo questo breve off topic, entro immediatamente in tema. Quello di cui vorrei parlarvi oggi è l'evanescenza dell'Europa.
E' passato poco tempo dal fallito tentativo di creare una Costituzione Europea, che ricordo era quel tentativo di far fare un salto di qualità ad un'Europa che non doveva essere legata solo da interessi economici, ma da una reale individuazione come soggetto politico.
In relatà le vicende di questi giorni ci ricodano come l'Europa politica non esista. Tempestivo, infatti, è stato il movimento economico europeo nel salvare banche e speculatori. Invece meno tempestiva, poco efficacie e assolutamente frammentata è stata l'Europa sui temi che riguardano il nord Africa.
Per quanto attiene alla guerra, folle è stata la scissione. Folle e preoccupante, poichè è evidente che i nazionalismi si stanno rafforzando e il clima è sempre più simile a quello degli anni '30. La Francia muscolare mi preoccupa perchè la Libia sembra più una vetrina internazionale per mostrare i muscoli, la Gran Bretagna mi preoccupa perchè è sempre più simile ad un apparato statunitense, la Germania mi preoccupa perchè sta perdendo la sua autorità, e i Paesi nordici mi preoccupano per le mire scissioniste.
L'Europa mi è sembrata inconcludente non solo sulla guerra (che brutta parola, ma tant'è), ma anche sul tema dell'immigrazione. Infatti, seppur mi trova d'accordo sulle critiche al Governo italiano (tanto per cambiare), non ne ho condiviso il metodo. Non trovo corretta l'applicazione dei trattati (vedi Shengen) a  discrezione dei governi nazionali. E' evidente che la politica dei governi europei è basata sul consenso elettorale dato dall'avanzare della destra xenofoba e non su una prospettiva a lungo termine che dovrebbe incentrarsi sulla crisi mediterranea (sia economica: Italia, Spagna, Portogallo e Grecia; sia petro-politica, vedi nord Africa).
In realtà l'Europa politicamente è ferma sui nazionalismi e invece è attivissima per salvare il mondo finanziario (notare finanziario e non economico che è differente perchè non contempla l'economia reale). Del resto un Europa separata non ha futuro nè economico, nè politico, poichè la debolezza dei singoli Stati sarebbe fortissima nei confronti delle vere potenze emergenti. E allora non sarebbe necessario un po' di pragmatismo e di sangue freddo?


04 febbraio 2011

Per fortuna siamo ancora una Repubblica Parlamentare

Ancora una volta, questo Governo, commette un atto illegale, antidemocratico ed arrogante: subito dopo la bocciatura del Parlamento di un decreto attenente il federalismo, il Governo si riunisce di gran fretta per vararne un altro identico, commettendo una violenza di dimensioni spaventose contro la Costituzione.
Un atto illegale, poichè il potere legislativo è del Parlamento. Mai il Governo può appropiarsene. I decreti legge e legislativi sono uno strumento eccezionale nelle mani del Governo, previsti per emanare atti aventi forza di legge in determinate condizioni particolari. Particolare è il caso del decreto legge che può essere varato solo in casi di urgenza e immediata necessità. In qualsiasi  caso, questi decreti devono sempre essere convertiti in legge dal Parlamento, l'unico organo Costituzionale deputato a legiferare.
Ma questo Governo, arrogante e presuntuoso, si è sempre avvalso in modo illegittimo di questi strumenti straordinari, per interferire con il potere del Parlamento. Compito del Governo non è legiferare, ma amministrare. Il Parlamento ha il compito di legiferare e la Magistratura di amministrare la Giustizia.
E' un principio cardine della nostra democrazia quello della tripartizione dei poteri (Giudiziario, Esecutivo e Legislativo). Quando il potere Esecutivo attacca il potere Giudiziario e espropria il Parlamento del potere Legislativo, ci si indirizza verso la dittatura.
Bene ha fatto Napolitano a non promulgare il decreto e a sostenere la necessità che a decidere su un atto avente forza di Legge deve innanzitutto pronunciarsi il Parlamento.
L'arroganza e il disprezzo per i principi cardine della Costituzione caratterizzano il Berlusconismo da sempre. ITALIANI SVEGLIATEVI!

02 febbraio 2011

Comuni virtuosi, perchè no?


Chi segue questo blog ha imparato a capire che noi non siamo il partito dei no, ma un partito propositivo e attento alle tematiche locali, ma non barricato in scelte che potrebbero influire positivamente oggi e negativamente domani. Le nostre proposte non rimangono rinchiuse in ambito locale, perchè siamo consci del fatto che le scelte effettuate da un comune, influiscono su quelli accanto.  E' per questo che oggi voglio parlarvi di un'associazione di comuni che ha fatto propri questi obiettivi:
"...intervenire a difesa dell’ambiente e migliorare la qualità della vita, e tutelare  i Beni Comuni, intesi come beni naturali e relazionali indisponibili che  appartengono all’umanità, sia possibile e tale opportunità la vogliono vivere concretamente non più come uno slogan, consapevoli che la sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dalla enunciazione di principi alla prassi quotidiana.
Le finalità statutarie riguardano in particolare l’impegno a:· aspirare ad una ottimale gestione del territorio, all’insegna del principio ispiratore del “no consumo di suolo” (Opzione cementificazione zero, recupero e riqualificazione aree dismesse, progettazione e programmazione del territorio partecipata, bioedilizia, etc.);·
ridurre l’impronta ecologica della macchina comunale attraverso misure ed interventi concreti ed efficienti (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, etc.);·
ridurre l’inquinamento atmosferico promuovendo politiche e progetti concreti di mobilità sostenibile (car-sharing, bike-sharing, car-pooling, trasporto pubblico integrato, piedibus, scelta di carburanti alternativi al petrolio e meno inquinanti, nel rispetto delle produzioni agricole locali, volta al soddisfacimento dei fabbisogni alimentari delle proprie comunità e della biodiversità, etc.);·
promuovere una corretta gestione dei rifiuti, visti non più come un problema ma come risorsa, attraverso la raccolta differenziata “porta a porta” e l’attivazione di progetti concreti tesi alla riduzione della produzione dei rifiuti (progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso, etc), in una politica che aspira al traguardo “rifiuti zero”;·
incentivare nuovi stili di vita negli Enti locali e nelle loro comunità, attraverso politiche e progettazioni atte a stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili (autoproduzione, filiera corta, cibo biologico e di stagione, sostegno alla costituzione di gruppi di acquisto, turismo ed ospitalità sostenibili, promozione della cultura della pace, cooperazione e solidarietà, “disimballo” dei territori, diffusione commercio equo e solidale, banche del tempo, autoproduzione, finanza etica, etc), favorendo il più possibile l’autoproduzione di beni e lo scambio di “servizi”, sottraendoli al mercato per una società della sobrietà ispirata ai temi della de-crescita."
L'associazione di cui vi sto parlando è l'Associazione dei Comuni Virtuosi. Noi dell'IdV proponiamo all'amministrazione comunale di aderire a questa associazione che da anni propone iniziative concrete da non sottovalutare.
Tutte le iniziative dell'associazione si possono trovare a questo link www.comunivirtuosi.org.

30 gennaio 2011

Il lavoro, la libertà e la televsione

 
Tra pochi giorni su La7 inizierà un nuovo programma: “Il contratto – Gente di talento”. Tre candidati competeranno per un contratto a tempo indeterminato. Tempo fa un centro commerciale assumeva persone attraverso un concorso a premi. Due pessimi esempi che miniano nel profondo la nostra società e la dignità di tutti i lavoratori.

L’art. 1 della nostra Costituzione ci insegna che la democrazia repubblicana si fonda sul dovere e il diritto al lavoro. Attraverso il lavoro un uomo contribuisce alla crescita ed allo sviluppo della società, ma allo stesso tempo gadagnala propria libertà. Non vi è libertà senza lavoro, ma solo servilismo e schiavismo.

Il lavoro è un diritto, non una concessione! Pensate ad una nazione dove il diritto al lavoro non esiste, dove il lavoro è una gentile concessione di chi detiene il potere economico. Questo non è lavoro, bensì schiavitù, poichè il lavoro diventa una concessione e sarà il potente a stabilire le condizioni di lavoro (Marchionne pensiero).

Ora pensate ad una nazione dove il lavoro viene sostituito dall’assitenzialismo statale. Qui a comandare sarà il politico. Chi vive di assistenzialismo servirà fedelmente il politico che sarà in grado di garantire l’assistenzialismo.

Da queste considerazioni, si comprende facilmente che la sovranità popolare, principio che caratterizza la nostra democrazia, sussite nel momento in cui gli uomini sono liberi e non servi o schiavi.

Un popolo affamato non è libero. Un popolo affamato non è sovrano. Un popolo affamato non può riconoscere il valore della democrazia. Per questi motivi il diritto al lavoro è un qualcosa di tremendamente serio. Talmente serio che la presenza o la mancanza di questo diritto può fare la differenza tra la democrazia e la dittatura e tra la dignità umana e la barbarie della schiavitù.

La mercificazione, la spettacolarizzazione, la delgittimazione del lavoro è un grave attentato alla democrazia e alla Costituzione. Ridicolizzare un posto di lavoro, asservirlo alla spettacolarizzazione televisiva è un gesto da non sottovalutare.

Oggi il diritto del lavoro sta sopperendo sotto i colpi del Marchionne pensiero, sotto i colpi della spettacolarizzazione e sotto questi stessi colpi muoiono la democrazia e la Costituzione italiana.

Dobbiamo recuperare il sentimento di indignazione, dobbiamo recuperare quella sovranità popolare che ci viene sottratta. Dobbiamo riappropriarci delle piazze, delle fabbriche, della cultura. Dobbiamo porre un freno a questa degenerazione della democrazia! Anche quando si trasforma in programma televisivo.
«La vera libertà individuale non può esistere senza sicurezza economica ed indipendenza. La gente affamata e senza lavoro è la pasta di cui sono fatte le dittature.»
Franklin Delano Roosevelt


24 gennaio 2011

Corso di italiano per donne straniere

Vi segnalo un'ottima iniziativa del nostro comune per favorire l'integrazione. 

CORSO DI ITALIANO PER DONNE STRANIERE

INIZIO CORSO: 25 GENNAIO 2011
Ogni MARTEDI' e MERCOLEDI' dalle ore 14.00 alle ore 16.00 presso la Sala Commissioni di vic. Amizzoni - Solaro.
Per informazioni e iscrizioni: SABATO dalle ore 8.30 alle ore 12.00 presso Sportello Immigrati via Mazzini,60 tel. 02 96984226.

ALLEGATI