Sociable

QUESTO BLOG RIMARRA' ATTIVO ANCORA PER QUALCHE GIORNO, POI VERRA' CANCELLATO.
Per chi vorrà ancora seguirmi, mi troverete su www.davidemapelli.it

10 gennaio 2010

Alternativa all'inceneritore di Desio


Da diversi anni a Solaro si pratica la raccolta differenziata con un discreto successo. L'avvento della piattaforma ecologica tra Solaro e Cesate ha indubbiamente migliorato il servizio. Ma cosa accade ai rifiuti, differenziati e non, che vengono prelevati dalle nostre case? Bhe senza dubbio la differenziata diventa materiale da riciclo. Ma il secco indifferenziato che fine fa? Viene bruciato nell'inceneritore di Desio. Inceneritore che presto verrà raddoppiato. Ma l'incenerimento è davvero la soluzione migliore?

La nostra analisi parte dal lontano 1786. Qualcuno di voi, che ha studiato i rudimenti della chimica, ricorderà sicurramente il cosiddetto principio di conservazione della massa scoperto da Antoine Lavoisier. Enunciando sinteticamente, Lavoisier dice che in un sistema chiuso, la quantità di materia totale resta costante. Il che significa che, se io brucio i rifiuti nell’inceneritore, dalla bocca del camino mi uscirà esattamente quanto ho bruciato. Un’aggravante è che la tecnica dell’incenerimento prevede l’aggiunta di grandi quantità di sostanze come bicarbonato, calce, ammoniaca ed acqua a ciò che si va a bruciare, con il risultato che per ogni tonnellata di rifiuti immessi, il camino ne emette due.
Quindi cosa accade alla nostra indifferenziata? Viene portata all'inceneritore, bruciata, con altre sostanze necessarie per una combustione controllata che non produca diossine, per poi riuscire dai camini. "Bhe, ma sui camini ci sono i filtri", direte voi. Purtroppo questi filtri non possono bloccare tutte le particelle, in particolare le nanoparticelle che sono le più pericolose.
Quanti di voi spesso hanno sentito parlare di PM10? Sono particelle microscopiche di dimensione di 10 micrometri. Queste sono le particelle che di solito vengono monitorate per l'inquinamento e che vengono bloccate dai filtri dei camini degli inceneritori, ma esistono particelle ben più pericolose i PM2,5 ed inferiori, che grazie alla loro inferiore dimensione non possono essere trattenute dai filtri e possono penetrare nelle nostre cellule provocando diverse malattie tra cui i tumori (una serie di studi ha dimostrato la pericolosità degli inceneritori e delle nanoparticelle).
Proseguiamo con il viaggio della nostra indifferenziata che ormai è diventata cenere. La cenere e le polveri trattenute dai filtri sono classificati come rifiuti speciali e quindi devono essere stoccati in discariche particolari che sono notevolmente più costose delle discariche classiche.
"Però gli inceneritori producono energia", dirà qualcuno. Certo, ma quanta ne consuma? Il saldo degli inceneritori è smpre negativo, per farlo funzionare serve più energia di quanta ne produca. Per questo non esiste un inceneritore che funzioni senza sovvenzioni pubbliche. Se fosse davvero un'affare, come ci dicono, come mai i privati hanno bisogno di sovvenzioni pubbliche? L'affare sta proprio nelle sovvenzioni della pubblica amministrazione.

Riassumendo:
  • le polveri degli inceneritori sono pericolosissime;
  • si producono più rifiuti di quanti se ne devono bruciare;
  • le discariche non vengono eliminate, ma anzi ne servono di speciali per le ceneri;
  • gli inceneritori non producono energia, ma ne consumano;
  • costano una follia.
Mi sono chiesto cosa pensa di tutto ciò la Comunità Europea? Ho trovato un'interessante direttiva (uina sorta di legge europea che l'Italia è obbligata ad attuare), la direttiva 2000/76/CE. Vediamo cosa di ce questa direttiva: "l'incenerimento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi può comportare emissioni di inquinanti nell'atmosfera, nell'acqua e nel terreno, che provocano danni alla salute umana"

Sovrapponendo la mappa degli inceneritori con quella dell'aspettativa di vita a causa dei PM2,5, si può notare cosa accade vicino agli inceneritori (clicca qui per vedere la mappa).

A questo punto non resta che verificare quali siano le alternative possibili. Innanzitutto bisogna dire che già in diverse città del mondo è stata avviata l'iniziativa Rifiuti Zero con la quale è possibile arrivare a non produrre rifiuti. Questa iniziativa si basa sulla politica delle tre R che verte su tre punti cardine: Riutilizzare, Ridurre e Riciclare.

Vediamo in tal ottica come potrebbe muoversi l'Amministrazione Comunale:
  • il primo punto, Riutilizzare, significa trovare il modo di reimpiegare quegli oggetti che non usiamo più. L'Italia dei Valori, in preparazione alle elezioni amministrative, ha partecipato a redarre il programma della lista Insieme per Solaro di cui fa parte. Nel programma, io ho proposto, al punto 65 il seguente periodo: "verificare la possibilità di inserire [nella piattaforma ecologica n.d.r.] un'area per il libero scambio di oggetti funzionanti e riutilizzabili", questo significa adibire un'area della piattaforma a deposito di televisori, pc, cellulari ecc... che pur essendo funzionanti non utilizziamo più e che altri potrebbero recuperare gratuitamente.
  • Il secondo punto, Ridurre, significa eliminare tutto ciò che è superfluo. Ciò che più incide nell'inquinamento sono gli imballaggi. In tal ottica l'Amministrazione Comunale potrebbe incentivare gli esercizi pubblici ad esporre prodotti sfusi (senza imballaggi), il che si tradurrebbe anche in una significativa riduzione del prezzo delle merci, che in un periodo di crisi come questo comporterebbe un forte aiuto alle famiglie. Inoltre, si potrebbero incentivare la formazione di gruppi di acquisto solidale (GAS) e il consumo di prodotti locali (abbattendo così anche il costo del trasporto). Infine, accanto alla casa dell'acqua di prossima realizzazione, si potrebbe costruire un distributore del latte. In questo modo i cittadini, oltre ad eliminare l'acquisto di acqua in bottiglie di plastica, potrebbero eliminare anche quello del latte, recandosi con i propri contenitori (anche qui si avrebbe una sensibile riduzione del prezzo del prodotto).
  • Il terzo punto, Riciclare, significa fare una seria raccolta differenziata che comporti una bassissima percentuale di frazione secca indifferenziata la quale potrebbe essere trattata con sistemi alternativi al classico inceneritore o stoccaggio in discarica. Infatti, esistono sistemi che, dopo aver ulterirormente frazionato l'indifferenziata, sono in grado di trasformare il residuo in resine inerti utili nell'edilizia. L'Italia è leader in tale settore con l'impianto di riciclaggio di Vedelago. Vi invito a vedere il video all'inizio di questo post, in cui Carla Poli, proprietaria del centro di riciclo di Vedelago, spiega il funzionamento del suo impianto. Questo impianto non prende un euro di sovvenzione pubblica e crea posti di lavoro e prodotti.
L'alternativa all'inceneritore esiste, è concreta, possibile e vantaggiosa. Vi invito tutti a dire NO all'inceneritore di Desio di cui il Comune di solaro fa parte attraverso il consorzio BEA. Esiste anche un comitato ("Alternativa all'inceneritore di Desio") operativo con un gruppo su facebook e con un blog.

Spero che l'Amministrazione Comunale, il Consiglio Comunale e i partiti di Solaro cooperino e si adoperino affinchè l'alternativa all'inceneritore venga concretamente attuata.

0 commenti:

Posta un commento